lunedì 24 agosto 2015

Oggi sembra autunno! Guardo la pioggia che cade leggera e rianima la terra riarsa, ma dicono che sarà una tregua ,e di breve durata. . . speriamo solo che non arrivino ancora temperature "africane",io non riesco a tollerarle bene.

Vorrei che faceste un paragone tra queste due poesie, se mi leggerete.

Credo che il titolo possa essere il medesimo per entrambe:

Le Badanti

le badanti spediscono pacchi
aspettano furgoni
aspettano coi pacchi ai piedi
un kilo
un euro
un pacco
un volerti bene

le badanti
hanno il culo grosso

una ha due cuscini
sotto braccio
dalla parte del cuore
una parla una lingua piena di sc
di niet
di scempi
di nient'altro

dietro passa un treno
trenord
a marcia indietro
come loro

le badanti
hanno mani callose


Questa è l'altra:

Le badanti hanno famiglie lontane
hanno cuori spaccati a metà
hanno mani che puliscono i vecchi
hanno bocche che parlano straniero

le badanti hanno occhi che piangono
hanno mani che fasciano
hanno mani
che accarezzano cuori vecchi
che non capiscono

le badanti hanno il sale sulla faccia
e guardano i furgoni
che portano l'amore lontano,

fatto come un cappotto, come un televisore
verso un est che brilla di fucili

o verso un ovest che romba come un vulcano.


Sono due visioni delle stesse persone ? Entrambe vere, entrambe tragiche, esposizione della nostra società dove la cura dei vecchi , e tra poco toccherà a noi, viene delegata.

Come tutto, dall'educazione dei figli al controllo delle nascite, ai conti bancari alla privacy. E' sempre tutto a cura di qualche altro.

Io non ho paura dell'informatica, me ne servo, ma per alcuni è l'unico modo di vivere e comunicare, il computer sostituisce la persona, il rapporto con l'altro.
Un selfie e sei in rapporto col mondo, una frase su Facebook e tutti ti leggono, ed a poco a poco il rapporto umano si sgretola e noi deleghiamo ad estranei la cura della nostra famiglia e ci sentiamo affranti, perché non possiamo occuparcene noi, ma nulla facciamo per cambiare.

A domani, con meno pessimismo spero. . .






lunedì 13 luglio 2015

Povera Grecia, culla di una civiltà che ha dato al mondo filosofi, matematici, politici, storici e tutto quanto può fare di un essere umano un uomo, ridotta in semi-schiavitù da contratti bancari!

Certo anche il governo greco avrà le sue colpe, ma certo nessuno è tanto grande ed alto da essere irreprensibile, nessuno dei componenti il consiglio che ha condannato la Grecia è libero da colpe tanto da poter scagliare il primo sasso!

Ma tutte queste cose si dimenticano in nome del dio denaro, le banche prima di tutto. . . Certo senza soldi non si può comprare nulla, ma forse ricordarsi che l'uomo non vive di solo pane non sarebbe male; umiliare una nazione non ha senso, non porta a nulla se non all'odio verso chi ti sta vessando.

Mi spiace per il popolo greco che sta pagando e pagherà negli anni la pochezza dei suoi vecchi governanti, la gioventù e forse la poca esperienza di quelli attuali e l' ingordigia e cattiveria dei "compagni europei".

venerdì 10 luglio 2015

Tanto ,troppo tempo che non scrivo,ma credo che il caldo mi. . . abbia depresso!!

A parte le battute sciocche oggi voglio iniziare con una bella notizia, che mi ha riempita di felicità, e se possibile ,mi da' il coraggio di continuare a scrivere quello che mi detta il cuore.

Tempo fa ho mandato ad un sito - Milan in Sight - una mia poesia accompagnata dalla spiegazione , cioè quando era stata scritta e perché .

Ieri mi è arrivata una mail con i complimento del sito ,perché ho vinto un premio!!

Certo non si tratta di una coppa ,una targa o di un Nobel, però è un premio che ho vinto io con la mia mente, con i miei sentimenti!! Ne sono orgogliosa, credo giustamente.

#MilanInSight - Concorso "Racconta la tua Milano" 


Questo il sito del concorso, spero che si possa vedere sia la spiegazione che la poesia !

sabato 13 giugno 2015

Speranze ed attese

Quante volte nel corso degli anni abbiamo avuto delle speranze che sono finite nel nulla? Capita a tutti, prima o poi nella vita, di venire messi di fronte al fallimento di qualcosa in cui credevi.

In questo momento io sono di fronte a me stessa, al fallimento del mio corpo, che sta creandomi problemi e  fra qualche mese dovrò sottopormi ad un' operazione invasiva che mi impaurisce.

Per carità, so benissimo che ogni giorno migliaia di persone affrontano prove molto più dolorose, devastanti di ciò che farò io, ma ognuno di noi di fronte al dolore reagisce come può e sa.

Questi pensieri "neri" mi stanno impedendo anche di portare avanti queste pagine come vorrei, lasciando fuori il mio personale.
 So che è assurdo parlare in questi termini su un blog in cui metto poesie che sono poi la parte più intima di me, ma in questo caso il personale a cui alludo è un personale fisico e non mentale.

Parlando, anzi scrivendo , per persone che non mi conoscono, o quasi, mi riesce più facile esprimere  sentimenti che sono parte del mio essere, ma parlare di se stessi e delle proprie debolezze fisiche richiede molto più coraggio.

Il nostro corpo è ciò che mostriamo agli altri al primo incontro, e sempre noi desideriamo essere al meglio. Ricordo i primi appuntamenti, con quanta apprensione mi guardavo allo specchio per capire se il vestito, le scarpe ,il trucco e tutto ciò che era visibile al primo impatto, fosse bello, elegante, in ordine.

Passavo davanti allo specchio per un ultima occhiata ed ero in ansia ,sperando che tutto fosse a posto e non mi rendevo conto che come io, di mio marito, guardavo solo il viso, gli occhi ,le labbra perché quelle erano le cose importanti per me, altrettanto accadeva a lui. Non dico che avrei potuto girare vestita di tela di sacco, ma credo che anche lui non riesca a ricordare i miei abiti. . .

Quanto amore, quanta gioia c'era nei suoi occhi, gli stessi sentimenti che riscopro ogni giorno, e che in questo periodo in cui sono a terra, vedo nel suo sguardo, sento nelle sue mani e nelle sue parole per me.
Ecco, la forza di andare avanti mi viene da tutto questo: è una corrente sotterranea che mi avvolge , mi scalda dentro e mi fa sperare di riuscire a superare questo momento pesante.
Con lui, la mia Roccia !

Molte delle poesie che scrivo qui sono dedicate a mio marito e questa è una di quelle che mi piace di più, mi fa tornare con la mente e con il corpo a tanti anni fa , quando la giovinezza reclamava i suoi spazi ed i suoi tempi.


ATTESA

Come l'aria ferma nella calura estiva
è il mio pensiero di te
caldo, costante,
insaziabile desiderio di pelle
e di saliva.
Il tocco delle tue dita,
le tue labbra. . .
Mi annulla il desiderio
nella tua lontananza.
Ti aspetto. . .

martedì 2 giugno 2015

Oggi è il compleanno di uno dei miei figli, il più grande. Compie 36 anni !! Spero che la sua vita possa trascorrere ancora a lungo nella serenità, che gli possa dare tutte le soddisfazioni che cerca e che merita.

Giacomo

Dormi, finalmente stanco,
con la piccola bocca socchiusa.
Tieni il succhiotto in una mano.

Sei morbido e caldo,
e qualche goccia di sudore
sembra argento sul tuo viso.


Era l'agosto del 1981 quando la scrissi, insieme ad altre poesie, in una giornata calda ed afosa , in attesa che tornasse mio marito dal lavoro.

Credo che Giacomo non l'abbia mai vista, se ora riuscirà a leggerla vorrei che sentisse tutto il mio amore di mamma che lo avvolge.

domenica 31 maggio 2015

Roccia

Mi piace svegliarmi al mattino
al tocco della tua mano.

E' un gesto che parla da solo
e mi dice dei tuoi sogni
o dei tuoi incubi.

E' il calore del tuo amore
che attraversa gli indumenti
e mi racconta il desiderio.

Ed anche adesso che il mio corpo
mi tradisce, tu
sai darmi fiducia.


E la tua mano calda
è la mia roccia,
ed io mi aggrappo ad essa
come un naufrago.                                                                        2010,autunno


Scritta qualche anno fa, in un momento difficile, ed ora più attuale che mai, dato che il mio corpo è sempre meno in "gamba" nel senso letterale del termine!
Dedicata a mio marito, perché è davvero la mia roccia.
Penso di essere stata fortunata quando l'ho conosciuto . . . e scelto. I nostri inizi sono stati difficili, ma non per colpa nostra, eravamo giovanissimi e la voglia di stare insieme era tanta, le possibilità poche ed allora si faceva ancora il servizio militare, io venivo da una famiglia medio-borghese in cui le ragazze non uscivano la sera ed alla domenica la mia uscita era dalle 14,30 alle 19,30 e guai a ritardare, erano musi e sgridate.








giovedì 28 maggio 2015

Un'altra estate

Sono uguali le notti,
nell'estate calda.
In fondo al mare,
negli anfratti delle grotte,
mille piccole bolle d'aria,
salendo in superficie,
schiudono la loro perfezione
al chiarore della luna.


Mare

E' profondo il mare,
e cupo
contro il cielo.
Bianca la spuma
infrange le onde
sugli scogli neri.
Guarda
i riflessi del sole
discendono negli abissi
in polvere d'oro.

Oggi ho voluto cominciare con queste poesie che mi sono sempre piaciute, tra quelle che ho scritto, forse perché mi piace moltissimo il mare: calmo, o arrabbiato che sia , mi lascia sempre negli occhi una sensazione di spazio sconfinato, e nel cuore una grande calma.
Il mio sogno segreto sarebbe vivere in un faro, di quelli alti con la luce intermittente, isolata dal mondo per godere lo sconvolgimento e la pace di quei luoghi fuori dal mondo.

Non ho scritto per un paio di giorni, mi sono domandata se pubblicare su Facebook questo blog, non lo so, non sono sicura che mi piaccia vedere la mia anima messa a nudo di fronte a tante persone.

Probabilmente è la paura del giudizio degli altri : uno ha un bel dirsi che non gli importa, ma credo che chiunque scriva qualcosa abbia paura quando gli altri lo leggono.
Ogni scritto è un po' un figlio, lo partorisci, scavando dentro di te, a volte è doloroso, altre volte le parole fluiscono come fossero acqua fresca, a volte la mano non è abbastanza veloce per scrivere le parole che si affollano alla mente, altre volte il foglio, di carta o elettronico non importa, ti terrorizza. Sai che dentro di te ci sono cose che devi scrivere, ma non riesci a tirarle fuori.

Sono ancora indecisa, non so se pubblicare o meno, credo che dovrò prima abituarmi all'idea che altri mi leggano.

domenica 24 maggio 2015

Oggi vorrei cominciare inserendo una poesia che ho scritto intorno ai 17 anni, molto pessimista forse, ma come adolescente reduce da una delusione amorosa rappresentava bene il mio stato d'animo.


Rimpianti

Ti accorgi che il tempo è passato
solo quando non lo hai più.
Ma il rimpianto è sempre più lieve,
perché la tua vita cammina
e guardarsi indietro fa solamente male.


Non è malaccio considerando l'età che avevo quando la scrissi; la vita comunque mi ha insegnato che è meglio non vivere di rimpianti, cosa che per un certo tempo ho fatto, perché non mi sentivo a mio agio con me stessa e pensavo che "prima" ero stata migliore.

Crescere è un processo molto doloroso e comporta rinunce e sacrifici che non sempre e non tutti siamo disposti a fare, ma che alla lunga ti ripaga con le esperienze belle ed intense che vivi.
Io devo moltissimo a mio marito, un ragazzo che quando mi conobbe riuscì a capirmi ed a penetrare il muro di diffidenza, timidezza e paura di cui mi ero circondata.
Lo fece insegnandomi a fare piccoli passi, a prendere con un sorriso i momenti della vita che mi mettevano ansia, e non potrò mai ringraziarlo abbastanza per avermi dato tutto questo.

Per oggi è tutto a domani ! 

sabato 23 maggio 2015

Incoscienza

Aprire un blog alla mia età (quasi 65 anni) sarà questione di incoscienza o di maturità?

Però mi sono resa conto che in questo mondo ognuno ha qualcosa da dire, e vorrei farlo anche io, con questo blog. Lo farò innanzitutto per me e poi se qualcuno mi leggerà sarò felice di ascoltare e rispondere.

Come molti italiani ho la mania di scrivere. Lo faccio da quando ero una ragazzina di 16 anni circa, e forse ora è giunto il momento di far conoscere i miei pensieri anche agli altri.
Chiamarle poesie mi sembra troppo, chi leggerà potrà giudicare.