Riprendo a scrivere, anche se forse non sarò molto continua in questi miei post.
Oggi scrivo, perché sono profondamente indignata da ciò che si sente in televisione, da ciò che si legge sui giornali, o per lo meno , da ciò che scrive "certa" stampa.
Parto da un servizio che ho visto su facebook, mi pare fosse sul sito di Greenme.
Si parlava della segregazione delle donne mestruate: è vero che faceva riferimento ad alcuni villaggi nepalesi, ma che nel 2016 una donna venga segregata in una capanna ai margini del proprio villaggio senza cibo,che deve elemosinare ai familiari, senza contatti con alcuno, perché la sua sola parola sarebbe nociva, mi fa rabbrividire.
Eppure ricordo che, quando ero ragazzina, mia madre mi diceva di non toccare le piante o di non fare certe cose durante "quei giorni", perché altrimenti le piante sarebbero morte o avrei provocato danni; come se il mio mestruo avesse potuto "insozzare" le mie mani o rendere impuro ciò che toccavo!
Questo avviene in Nepal, ma in quanti altri luoghi la donna è trattata come oggetto, come forza lavoro, come schiava adibita al piacere? E quante bimbe saranno menomate, infibulate perché un uomo un domani possa dire che sua moglie non gode durante l'atto sessuale, anche se forse sarebbe meglio definirlo stupro continuativo!
La verità è che nessun uomo si è mai preso la briga di cercare di capire la complessità di sensazioni e di motivi che inducono in una donna l'orgasmo. Per l' uomo è un fatto fisico, esteriore, per la donna si tratta di un insieme di sentimenti, sensazioni, atteggiamenti mentali che spesso non sono facili da mettere insieme.
Per fare bene l'amore, bisogna avere. . .cervello !! In ogni senso !
E che dire del fatto che non so se esiste ancora, che la neo mamma deve essere benedetta dopo il parto e non può ricevere i sacramenti, perché è impura !
Questo è solo becero Medioevo, non ha nessun fondamento ne' medico ne' tantomeno civile o fisico o che so io.
Se una donna in età feconda , sposata ha il mestruo, vogliamo metterla sul sesso?, vuol dire che il marito non è stato all'altezza del suo compito. . .
E la neo mamma è normale, pura e nuova, come il giorno prima del parto; ha faticato ore, in preda a dolori lancinanti che le hanno squassato il corpo e la mente e deve anche sentirsi dire che deve farsi benedire??
Sono stanca , stufa di questi pensieri da quattro soldi fatti di stupidità maschilista come la frase di Bertolaso nei confronti di Meloni sul fatto che lei debba fare la mamma!
Lo so che non sono l'unica ad essersi offesa, ma mi piacerebbe far capire a chi leggerà che donna non vuol dire solo utero e vagina, come recitava una canzonetta di diversi anni fa "oltre le gambe c'è di più"!!!
Molto di più. Un mondo infinito di sensazioni, di sentimenti, di pensieri che non sono solo moda e smalti, rossetto e fard.
In ogni donna è nascosto un mondo, come in tutti gli esseri umani, ma siamo ancora ben lontani dallo scoprirlo.
Spazi e nuvole
martedì 15 marzo 2016
martedì 16 febbraio 2016
Rieccomi !
E' passato molto tempo da quando scrissi l'ultima volta , e sono successe diverse cose che mi hanno "fermata ".
Come avevo accennato su queste pagine sono stata operata ad una gamba a metà settembre 2015 e dopo 21 giorni di ospedale sono tornata a casa; ma la convalescenza è lunga, molto lunga. Riabilitare una gamba con una protesi non è che sia una passeggiata. . . ci vuole tempo, pazienza e tanta voglia di fare esercizi, ginnastica dedicata e spesso io mi stanco e mi deprimo.
Durante il mio ricovero sono stata molto fortunata, ho trovato una compagna di stanza e di "avventura" molto cara e simpatica, Marisa una dolce signora di 83 anni con cui ho fatto amicizia.
Ci siamo affezionate l'una all'altra( nulla come una sofferenza comune avvicina le persone) e ci siamo aiutate nella quotidianità fatta di stampelle e visite, medicazioni ed insicurezze.
Abbiamo conosciuto le rispettive famiglie ed abbiamo così passato meglio che potevamo in armonia ed amicizia i giorni del ricovero.
Per molto tempo come credo si sia capito, non sono riuscita a scrivere né qui né in altri modi: era come se il mio corpo esigesse talmente tanto da me da lasciarmi senza idee, e credo sia stato proprio così. Dovevo pensare a come camminare, a come muovermi per fare le cose più banali di ogni giorno. E per molto tempo sono stata come una bimba da accudire, l' unica cosa che potevo e riuscivo a fare era arrivare a tavola e sedermi, farmi servire come se avessi pochi anni. . . persino lavarmi e fare la doccia era una sofferenza, dato che non riuscivo a stare in piedi senza le stampelle.
Mio marito è stato meraviglioso e tenero in un modo spettacolare, ed i miei figli hanno fatto tutto quello che potevano per aiutarmi.
Posso solo dire GRAZIE a questa mia meravigliosa famiglia che non mi ha mai lasciata sola un attimo e che si è presa cura di me con tanto amore.
Come avevo accennato su queste pagine sono stata operata ad una gamba a metà settembre 2015 e dopo 21 giorni di ospedale sono tornata a casa; ma la convalescenza è lunga, molto lunga. Riabilitare una gamba con una protesi non è che sia una passeggiata. . . ci vuole tempo, pazienza e tanta voglia di fare esercizi, ginnastica dedicata e spesso io mi stanco e mi deprimo.
Durante il mio ricovero sono stata molto fortunata, ho trovato una compagna di stanza e di "avventura" molto cara e simpatica, Marisa una dolce signora di 83 anni con cui ho fatto amicizia.
Ci siamo affezionate l'una all'altra( nulla come una sofferenza comune avvicina le persone) e ci siamo aiutate nella quotidianità fatta di stampelle e visite, medicazioni ed insicurezze.
Abbiamo conosciuto le rispettive famiglie ed abbiamo così passato meglio che potevamo in armonia ed amicizia i giorni del ricovero.
Per molto tempo come credo si sia capito, non sono riuscita a scrivere né qui né in altri modi: era come se il mio corpo esigesse talmente tanto da me da lasciarmi senza idee, e credo sia stato proprio così. Dovevo pensare a come camminare, a come muovermi per fare le cose più banali di ogni giorno. E per molto tempo sono stata come una bimba da accudire, l' unica cosa che potevo e riuscivo a fare era arrivare a tavola e sedermi, farmi servire come se avessi pochi anni. . . persino lavarmi e fare la doccia era una sofferenza, dato che non riuscivo a stare in piedi senza le stampelle.
Mio marito è stato meraviglioso e tenero in un modo spettacolare, ed i miei figli hanno fatto tutto quello che potevano per aiutarmi.
Posso solo dire GRAZIE a questa mia meravigliosa famiglia che non mi ha mai lasciata sola un attimo e che si è presa cura di me con tanto amore.
lunedì 24 agosto 2015
Oggi sembra autunno! Guardo la pioggia che cade leggera e rianima la terra riarsa, ma dicono che sarà una tregua ,e di breve durata. . . speriamo solo che non arrivino ancora temperature "africane",io non riesco a tollerarle bene.
Vorrei che faceste un paragone tra queste due poesie, se mi leggerete.
Credo che il titolo possa essere il medesimo per entrambe:
Le Badanti
le badanti spediscono pacchi
aspettano furgoni
aspettano coi pacchi ai piedi
un kilo
un euro
un pacco
un volerti bene
le badanti
hanno il culo grosso
una ha due cuscini
sotto braccio
dalla parte del cuore
una parla una lingua piena di sc
di niet
di scempi
di nient'altro
dietro passa un treno
trenord
a marcia indietro
come loro
le badanti
hanno mani callose
Questa è l'altra:
Le badanti hanno famiglie lontane
hanno cuori spaccati a metà
hanno mani che puliscono i vecchi
hanno bocche che parlano straniero
le badanti hanno occhi che piangono
hanno mani che fasciano
hanno mani
che accarezzano cuori vecchi
che non capiscono
le badanti hanno il sale sulla faccia
e guardano i furgoni
che portano l'amore lontano,
fatto come un cappotto, come un televisore
verso un est che brilla di fucili
o verso un ovest che romba come un vulcano.
Sono due visioni delle stesse persone ? Entrambe vere, entrambe tragiche, esposizione della nostra società dove la cura dei vecchi , e tra poco toccherà a noi, viene delegata.
Come tutto, dall'educazione dei figli al controllo delle nascite, ai conti bancari alla privacy. E' sempre tutto a cura di qualche altro.
Io non ho paura dell'informatica, me ne servo, ma per alcuni è l'unico modo di vivere e comunicare, il computer sostituisce la persona, il rapporto con l'altro.
Un selfie e sei in rapporto col mondo, una frase su Facebook e tutti ti leggono, ed a poco a poco il rapporto umano si sgretola e noi deleghiamo ad estranei la cura della nostra famiglia e ci sentiamo affranti, perché non possiamo occuparcene noi, ma nulla facciamo per cambiare.
A domani, con meno pessimismo spero. . .
Vorrei che faceste un paragone tra queste due poesie, se mi leggerete.
Credo che il titolo possa essere il medesimo per entrambe:
Le Badanti
le badanti spediscono pacchi
aspettano furgoni
aspettano coi pacchi ai piedi
un kilo
un euro
un pacco
un volerti bene
le badanti
hanno il culo grosso
una ha due cuscini
sotto braccio
dalla parte del cuore
una parla una lingua piena di sc
di niet
di scempi
di nient'altro
dietro passa un treno
trenord
a marcia indietro
come loro
le badanti
hanno mani callose
Questa è l'altra:
Le badanti hanno famiglie lontane
hanno cuori spaccati a metà
hanno mani che puliscono i vecchi
hanno bocche che parlano straniero
le badanti hanno occhi che piangono
hanno mani che fasciano
hanno mani
che accarezzano cuori vecchi
che non capiscono
le badanti hanno il sale sulla faccia
e guardano i furgoni
che portano l'amore lontano,
fatto come un cappotto, come un televisore
verso un est che brilla di fucili
o verso un ovest che romba come un vulcano.
Sono due visioni delle stesse persone ? Entrambe vere, entrambe tragiche, esposizione della nostra società dove la cura dei vecchi , e tra poco toccherà a noi, viene delegata.
Come tutto, dall'educazione dei figli al controllo delle nascite, ai conti bancari alla privacy. E' sempre tutto a cura di qualche altro.
Io non ho paura dell'informatica, me ne servo, ma per alcuni è l'unico modo di vivere e comunicare, il computer sostituisce la persona, il rapporto con l'altro.
Un selfie e sei in rapporto col mondo, una frase su Facebook e tutti ti leggono, ed a poco a poco il rapporto umano si sgretola e noi deleghiamo ad estranei la cura della nostra famiglia e ci sentiamo affranti, perché non possiamo occuparcene noi, ma nulla facciamo per cambiare.
A domani, con meno pessimismo spero. . .
lunedì 13 luglio 2015
Povera Grecia, culla di una civiltà che ha dato al mondo filosofi, matematici, politici, storici e tutto quanto può fare di un essere umano un uomo, ridotta in semi-schiavitù da contratti bancari!
Certo anche il governo greco avrà le sue colpe, ma certo nessuno è tanto grande ed alto da essere irreprensibile, nessuno dei componenti il consiglio che ha condannato la Grecia è libero da colpe tanto da poter scagliare il primo sasso!
Ma tutte queste cose si dimenticano in nome del dio denaro, le banche prima di tutto. . . Certo senza soldi non si può comprare nulla, ma forse ricordarsi che l'uomo non vive di solo pane non sarebbe male; umiliare una nazione non ha senso, non porta a nulla se non all'odio verso chi ti sta vessando.
Mi spiace per il popolo greco che sta pagando e pagherà negli anni la pochezza dei suoi vecchi governanti, la gioventù e forse la poca esperienza di quelli attuali e l' ingordigia e cattiveria dei "compagni europei".
Certo anche il governo greco avrà le sue colpe, ma certo nessuno è tanto grande ed alto da essere irreprensibile, nessuno dei componenti il consiglio che ha condannato la Grecia è libero da colpe tanto da poter scagliare il primo sasso!
Ma tutte queste cose si dimenticano in nome del dio denaro, le banche prima di tutto. . . Certo senza soldi non si può comprare nulla, ma forse ricordarsi che l'uomo non vive di solo pane non sarebbe male; umiliare una nazione non ha senso, non porta a nulla se non all'odio verso chi ti sta vessando.
Mi spiace per il popolo greco che sta pagando e pagherà negli anni la pochezza dei suoi vecchi governanti, la gioventù e forse la poca esperienza di quelli attuali e l' ingordigia e cattiveria dei "compagni europei".
venerdì 10 luglio 2015
Tanto ,troppo tempo che non scrivo,ma credo che il caldo mi. . . abbia depresso!!
A parte le battute sciocche oggi voglio iniziare con una bella notizia, che mi ha riempita di felicità, e se possibile ,mi da' il coraggio di continuare a scrivere quello che mi detta il cuore.
Tempo fa ho mandato ad un sito - Milan in Sight - una mia poesia accompagnata dalla spiegazione , cioè quando era stata scritta e perché .
Ieri mi è arrivata una mail con i complimento del sito ,perché ho vinto un premio!!
Certo non si tratta di una coppa ,una targa o di un Nobel, però è un premio che ho vinto io con la mia mente, con i miei sentimenti!! Ne sono orgogliosa, credo giustamente.
#MilanInSight - Concorso "Racconta la tua Milano"
Questo il sito del concorso, spero che si possa vedere sia la spiegazione che la poesia !
A parte le battute sciocche oggi voglio iniziare con una bella notizia, che mi ha riempita di felicità, e se possibile ,mi da' il coraggio di continuare a scrivere quello che mi detta il cuore.
Tempo fa ho mandato ad un sito - Milan in Sight - una mia poesia accompagnata dalla spiegazione , cioè quando era stata scritta e perché .
Ieri mi è arrivata una mail con i complimento del sito ,perché ho vinto un premio!!
Certo non si tratta di una coppa ,una targa o di un Nobel, però è un premio che ho vinto io con la mia mente, con i miei sentimenti!! Ne sono orgogliosa, credo giustamente.
#MilanInSight - Concorso "Racconta la tua Milano"
Questo il sito del concorso, spero che si possa vedere sia la spiegazione che la poesia !
sabato 13 giugno 2015
Speranze ed attese
Quante volte nel corso degli anni abbiamo avuto delle speranze che sono finite nel nulla? Capita a tutti, prima o poi nella vita, di venire messi di fronte al fallimento di qualcosa in cui credevi.
In questo momento io sono di fronte a me stessa, al fallimento del mio corpo, che sta creandomi problemi e fra qualche mese dovrò sottopormi ad un' operazione invasiva che mi impaurisce.
Per carità, so benissimo che ogni giorno migliaia di persone affrontano prove molto più dolorose, devastanti di ciò che farò io, ma ognuno di noi di fronte al dolore reagisce come può e sa.
Questi pensieri "neri" mi stanno impedendo anche di portare avanti queste pagine come vorrei, lasciando fuori il mio personale.
So che è assurdo parlare in questi termini su un blog in cui metto poesie che sono poi la parte più intima di me, ma in questo caso il personale a cui alludo è un personale fisico e non mentale.
Parlando, anzi scrivendo , per persone che non mi conoscono, o quasi, mi riesce più facile esprimere sentimenti che sono parte del mio essere, ma parlare di se stessi e delle proprie debolezze fisiche richiede molto più coraggio.
Il nostro corpo è ciò che mostriamo agli altri al primo incontro, e sempre noi desideriamo essere al meglio. Ricordo i primi appuntamenti, con quanta apprensione mi guardavo allo specchio per capire se il vestito, le scarpe ,il trucco e tutto ciò che era visibile al primo impatto, fosse bello, elegante, in ordine.
Passavo davanti allo specchio per un ultima occhiata ed ero in ansia ,sperando che tutto fosse a posto e non mi rendevo conto che come io, di mio marito, guardavo solo il viso, gli occhi ,le labbra perché quelle erano le cose importanti per me, altrettanto accadeva a lui. Non dico che avrei potuto girare vestita di tela di sacco, ma credo che anche lui non riesca a ricordare i miei abiti. . .
Quanto amore, quanta gioia c'era nei suoi occhi, gli stessi sentimenti che riscopro ogni giorno, e che in questo periodo in cui sono a terra, vedo nel suo sguardo, sento nelle sue mani e nelle sue parole per me.
Ecco, la forza di andare avanti mi viene da tutto questo: è una corrente sotterranea che mi avvolge , mi scalda dentro e mi fa sperare di riuscire a superare questo momento pesante.
Con lui, la mia Roccia !
Molte delle poesie che scrivo qui sono dedicate a mio marito e questa è una di quelle che mi piace di più, mi fa tornare con la mente e con il corpo a tanti anni fa , quando la giovinezza reclamava i suoi spazi ed i suoi tempi.
ATTESA
Come l'aria ferma nella calura estiva
è il mio pensiero di te
caldo, costante,
insaziabile desiderio di pelle
e di saliva.
Il tocco delle tue dita,
le tue labbra. . .
Mi annulla il desiderio
nella tua lontananza.
Ti aspetto. . .
In questo momento io sono di fronte a me stessa, al fallimento del mio corpo, che sta creandomi problemi e fra qualche mese dovrò sottopormi ad un' operazione invasiva che mi impaurisce.
Per carità, so benissimo che ogni giorno migliaia di persone affrontano prove molto più dolorose, devastanti di ciò che farò io, ma ognuno di noi di fronte al dolore reagisce come può e sa.
Questi pensieri "neri" mi stanno impedendo anche di portare avanti queste pagine come vorrei, lasciando fuori il mio personale.
So che è assurdo parlare in questi termini su un blog in cui metto poesie che sono poi la parte più intima di me, ma in questo caso il personale a cui alludo è un personale fisico e non mentale.
Parlando, anzi scrivendo , per persone che non mi conoscono, o quasi, mi riesce più facile esprimere sentimenti che sono parte del mio essere, ma parlare di se stessi e delle proprie debolezze fisiche richiede molto più coraggio.
Il nostro corpo è ciò che mostriamo agli altri al primo incontro, e sempre noi desideriamo essere al meglio. Ricordo i primi appuntamenti, con quanta apprensione mi guardavo allo specchio per capire se il vestito, le scarpe ,il trucco e tutto ciò che era visibile al primo impatto, fosse bello, elegante, in ordine.
Passavo davanti allo specchio per un ultima occhiata ed ero in ansia ,sperando che tutto fosse a posto e non mi rendevo conto che come io, di mio marito, guardavo solo il viso, gli occhi ,le labbra perché quelle erano le cose importanti per me, altrettanto accadeva a lui. Non dico che avrei potuto girare vestita di tela di sacco, ma credo che anche lui non riesca a ricordare i miei abiti. . .
Quanto amore, quanta gioia c'era nei suoi occhi, gli stessi sentimenti che riscopro ogni giorno, e che in questo periodo in cui sono a terra, vedo nel suo sguardo, sento nelle sue mani e nelle sue parole per me.
Ecco, la forza di andare avanti mi viene da tutto questo: è una corrente sotterranea che mi avvolge , mi scalda dentro e mi fa sperare di riuscire a superare questo momento pesante.
Con lui, la mia Roccia !
Molte delle poesie che scrivo qui sono dedicate a mio marito e questa è una di quelle che mi piace di più, mi fa tornare con la mente e con il corpo a tanti anni fa , quando la giovinezza reclamava i suoi spazi ed i suoi tempi.
ATTESA
Come l'aria ferma nella calura estiva
è il mio pensiero di te
caldo, costante,
insaziabile desiderio di pelle
e di saliva.
Il tocco delle tue dita,
le tue labbra. . .
Mi annulla il desiderio
nella tua lontananza.
Ti aspetto. . .
martedì 2 giugno 2015
Oggi è il compleanno di uno dei miei figli, il più grande. Compie 36 anni !! Spero che la sua vita possa trascorrere ancora a lungo nella serenità, che gli possa dare tutte le soddisfazioni che cerca e che merita.
Giacomo
Dormi, finalmente stanco,
con la piccola bocca socchiusa.
Tieni il succhiotto in una mano.
Sei morbido e caldo,
e qualche goccia di sudore
sembra argento sul tuo viso.
Era l'agosto del 1981 quando la scrissi, insieme ad altre poesie, in una giornata calda ed afosa , in attesa che tornasse mio marito dal lavoro.
Credo che Giacomo non l'abbia mai vista, se ora riuscirà a leggerla vorrei che sentisse tutto il mio amore di mamma che lo avvolge.
Giacomo
Dormi, finalmente stanco,
con la piccola bocca socchiusa.
Tieni il succhiotto in una mano.
Sei morbido e caldo,
e qualche goccia di sudore
sembra argento sul tuo viso.
Era l'agosto del 1981 quando la scrissi, insieme ad altre poesie, in una giornata calda ed afosa , in attesa che tornasse mio marito dal lavoro.
Credo che Giacomo non l'abbia mai vista, se ora riuscirà a leggerla vorrei che sentisse tutto il mio amore di mamma che lo avvolge.
Iscriviti a:
Post (Atom)