sabato 13 giugno 2015

Speranze ed attese

Quante volte nel corso degli anni abbiamo avuto delle speranze che sono finite nel nulla? Capita a tutti, prima o poi nella vita, di venire messi di fronte al fallimento di qualcosa in cui credevi.

In questo momento io sono di fronte a me stessa, al fallimento del mio corpo, che sta creandomi problemi e  fra qualche mese dovrò sottopormi ad un' operazione invasiva che mi impaurisce.

Per carità, so benissimo che ogni giorno migliaia di persone affrontano prove molto più dolorose, devastanti di ciò che farò io, ma ognuno di noi di fronte al dolore reagisce come può e sa.

Questi pensieri "neri" mi stanno impedendo anche di portare avanti queste pagine come vorrei, lasciando fuori il mio personale.
 So che è assurdo parlare in questi termini su un blog in cui metto poesie che sono poi la parte più intima di me, ma in questo caso il personale a cui alludo è un personale fisico e non mentale.

Parlando, anzi scrivendo , per persone che non mi conoscono, o quasi, mi riesce più facile esprimere  sentimenti che sono parte del mio essere, ma parlare di se stessi e delle proprie debolezze fisiche richiede molto più coraggio.

Il nostro corpo è ciò che mostriamo agli altri al primo incontro, e sempre noi desideriamo essere al meglio. Ricordo i primi appuntamenti, con quanta apprensione mi guardavo allo specchio per capire se il vestito, le scarpe ,il trucco e tutto ciò che era visibile al primo impatto, fosse bello, elegante, in ordine.

Passavo davanti allo specchio per un ultima occhiata ed ero in ansia ,sperando che tutto fosse a posto e non mi rendevo conto che come io, di mio marito, guardavo solo il viso, gli occhi ,le labbra perché quelle erano le cose importanti per me, altrettanto accadeva a lui. Non dico che avrei potuto girare vestita di tela di sacco, ma credo che anche lui non riesca a ricordare i miei abiti. . .

Quanto amore, quanta gioia c'era nei suoi occhi, gli stessi sentimenti che riscopro ogni giorno, e che in questo periodo in cui sono a terra, vedo nel suo sguardo, sento nelle sue mani e nelle sue parole per me.
Ecco, la forza di andare avanti mi viene da tutto questo: è una corrente sotterranea che mi avvolge , mi scalda dentro e mi fa sperare di riuscire a superare questo momento pesante.
Con lui, la mia Roccia !

Molte delle poesie che scrivo qui sono dedicate a mio marito e questa è una di quelle che mi piace di più, mi fa tornare con la mente e con il corpo a tanti anni fa , quando la giovinezza reclamava i suoi spazi ed i suoi tempi.


ATTESA

Come l'aria ferma nella calura estiva
è il mio pensiero di te
caldo, costante,
insaziabile desiderio di pelle
e di saliva.
Il tocco delle tue dita,
le tue labbra. . .
Mi annulla il desiderio
nella tua lontananza.
Ti aspetto. . .

martedì 2 giugno 2015

Oggi è il compleanno di uno dei miei figli, il più grande. Compie 36 anni !! Spero che la sua vita possa trascorrere ancora a lungo nella serenità, che gli possa dare tutte le soddisfazioni che cerca e che merita.

Giacomo

Dormi, finalmente stanco,
con la piccola bocca socchiusa.
Tieni il succhiotto in una mano.

Sei morbido e caldo,
e qualche goccia di sudore
sembra argento sul tuo viso.


Era l'agosto del 1981 quando la scrissi, insieme ad altre poesie, in una giornata calda ed afosa , in attesa che tornasse mio marito dal lavoro.

Credo che Giacomo non l'abbia mai vista, se ora riuscirà a leggerla vorrei che sentisse tutto il mio amore di mamma che lo avvolge.